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Con i pavimenti è meglio

sabato, 07 giugno 2008 00:08 in chiacchiere, casa
il soggiorno

C'è ancora polvere, un calorifero a spasso, ma c'è finalmente anche un pavimento e persino la luce elettrica.


verso lo studio

E qui, oltre a sacchi neri in via di smaltimento, c'è pure la porta....
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Di cucine in cucina

lunedì, 26 maggio 2008 23:40 in sto cucinando
Passato il we a meditare sul catalogo cucine Ikea che nemmeno un testo sufi; interrotto la meditazione giusto per preparare un piccolo contributo a una festa di compleanno in terrazza. E siccome sono una personcina ordinata (), se vi interessa la ricetta andate a leggervela in cucina. Faccio strada.
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Ch-ch-ch-changes

giovedì, 15 maggio 2008 23:28 in chiacchiere, casa
In questi mesi di silenzio ho capito che scrivere sul blog è un'abitudine come un'altra, di quelle però che si perdono in fretta e che poi costa un po' di fatica riprendere. E, se ci pensate, riprendere l'abitudine a scrivere significa cambiare l'abitudine a non-scrivere, per cui vorrei cogliere l'occasione di un cambiamento grande per tentarne uno più piccino.

Perché sì, sto per cambiare casa, e per una ragione molto pratica e concreta: da quando, più di un anno fa, ho mandato a quel paese il posto di lavoro così ben descritto qui e mi sono lanciata nel rutilante mondo del freelancing, ho cominciato ad aver bisogno di una stanza in cui lavorare e basta – e non, come capita adesso, anche cenare, ascoltare la radio, leggere, chiacchierare con gli amici, accogliere cugini a dormire, eccetera. Naturalmente, con il passare del tempo questa necessità è diventata sempre più ingombrante e nelle ultime settimane mi stava facendo impazzire. Così, quando mi si è presentata, quasi magicamente, questa occasione, ho pensato che fosse qualcosa di molto simile a un segno del destino.

Queste sono le prime foto della nuova magione, ancora in via di completamento. Alcune sono piuttosto buie, ma credo dipenda dal fatto che ero molto controluce: la luminosità vera, che fa testo, è quella delle foto con la fuga di porte.



Questa sarà la cucina. Che ne dite, quattro metri di parete attrezzata potranno bastare alla milocuoca?


la camera da letto

Qui ci sarà la camera da letto - previo trasferimento dei sanitari  La porta è in realtà un armadio a muro.


corridoio

Il corridoio, con in fondo il bagno. La luce che c'è davvero nella casa è questa.


soggiorno

Il soggiorno, d'ora in avanti meravigliosamente monofunzione


studio
E questo è il lusso sfrenato: lo studio!


altro corridoio
Un altro scorcio della magione


soggiorno 2

Il soggiorno, con la porta dello studio (di quelle astutissime che spariscono dentro la parete).

Insomma, come cambiamento non c'è male... anche se sta capitando nel momento più affacendato dell'anno - però, come si dice, avercene. Il trasloco, se tutto va bene, dovrebbe essere verso metà luglio. Speriamo.
Intanto domani sono di nuovo dalla futura padrona di casa a capire se potrò mai appendere i miei cari pensili alla parete-in-cartongesso della cucina...
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Buon 2008

giovedì, 08 maggio 2008 01:17 in chiacchiere
Insomma. Intanto ho cambiato il template. Poi si vedrà
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Seduta sulla sponda del fiume

martedì, 29 maggio 2007 23:11 in chiacchiere
Cinque anni fa sono stata tradita e abbandonata per colpa di una persona – sì, lo so che per queste cose bisogna essere in due, se non addirittura in tre; ma lasciatemi passare la semplificazione ché poi mi distraggo e comincio a divagare. Voglio parlare di lei, cioè dell' *altra* (la *lei* ero a tutti gli effetti io), insomma della fattucchiera incantatrice che si è portata via il bietolone che all'epoca consideravo l'uomo della mia vita. Costei, per una serie di aggravanti tra cui l'essere per me una carissima amica, ha da allora perso il diritto di essere identificata con un nome proprio ed è diventata semplicemente *La Stronza*. Bene. Premetto ancora che in tutti questi anni non ho mai, e dico mai, avuto occasione di rivederla, incontrarla per caso, inciamparci nella calca del sabato pomeriggio, avvistarla di lontano, niente di niente; e la cosa ha dell'incredibile, considerato che Torino non è esattamente una metropoli e a me capita abbastanza spesso di imbattermi in persone che conosco, anche e soprattutto quelle perse di vista da molto tempo.

Arrivo al tema del post.
La Stronza è stata vista qualche giorno fa (da un'amica di un amico) ed è stata trovata terribilmente ingrassata, invecchiata e persino *ahem* maleodorante.
L'unico dettaglio che sciupa la mia goduria (scorrettissima e inelegante, ma quanno ce vo' ce vo') è che la notizia non sia proprio di prima mano, ma tant'è.

Io non mollo il mio posticino su questa riva amena e mi faccio portare un cannocchiale, ché non vorrei perdermi lo spettacolo fin dal suo primo lontano apparire, laggiù all'orizzonte.

(sorvolo sul fatto che adesso potrei persino esserle grata, alla Stronza, perché il suo intervento ha messo in moto una serie di rotelline e di ingranaggi per cui la milo di adesso è molto diversa da quella di cinque anni fa, e a me personalmente piace parecchio di più; ma, come dire, è una questione di principio (e non fatemi ricordare quanto ci sono stata male, all'epoca)
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E come lo intitolo, questo?

giovedì, 24 maggio 2007 01:04 in chiacchiere
Steve McQueen 2007


Sono stata dal medico. Ho comprato la medicina, ne ho già prese due; ho comprato anche la crema e l'ho già messa due volte. L'herpes è una brutta roba, in tutti i sensi – per il male che fa, per la bruttezza che porta con sé, per la rabbia che sottintende e manifesta in modo tanto sgradevole e non richiesto. Sto qua con le guance in fiamme e sento che mi sto trasformando in una specie di lucertola, con la pelle ispessita e cinque volte più sensibile, e da qualche passato preistorico sento riaffiorare le squame, la corazza anfibia che mi illudevo di aver smesso per sempre.

I've got six things on my mind, you're no longer one of them.

Ventidue anni fa usciva un disco strabiliante, con canzoni scritte meravigliosamente e altrettanto meravigliosamente prodotte. Gli autori del miracolo erano Paddy McAloon e Thomas Dolby, e il disco era il pressoché ineffabile Steve McQueen. Da poco più di un mese è uscita una versione rimasterizzata di questo capolavoro, accompagnata da un secondo disco che contiene otto cover acustiche dei pezzi più necessari. Le cover sono state arrangiate e prodotte da McAloon da solo, e purtroppo si sente; ora che le ho tutte qui e posso ascoltarle a mio piacimento, prima di diventare interamente lucertola, non c'è più l'incanto con cui avevo intrasentito un pezzo alla radio, fermandomi nel mezzo di una conversazione telefonica con il cuore a mille e la lacrima in discesa libera. Sono pesanti e temo che non aggiungano niente alla magia degli originali. Ma, potenza della nostalgia, mi sono commossa lo stesso. E chissà che questo non faccia meglio degli antivirali.

Wishing she could call him Heartache, but it's not a boy's name

McAloon è molto malato, altro che il mio herpes. Sta diventando cieco per colpa di una degenerazione della retina, ha la sindrome di Ménière e una ventina di chili di troppo. Dimostra almeno dieci anni più della sua età e ha l'aria di chi, a un certo punto della sua vita, non ha capito qualcosa di molto importante, e non ha più avuto una seconda occasione. Quest'uomo, che poteva essere un grande e non lo è mai diventato (non so quanto per cocciutaggine sua e quanto per insipienza dei discografici), non è stato ricompensato nemmeno per un decimo dei suoi talenti e ora è atteso da una vecchiaia di malattia, impotenza e (temo) rimpianti.

Vabbene, direte voi, ma non puoi sparire per più di sei mesi e poi tornare fuori dal nulla e piagnucolare su un vecchietto sconosciuto che faceva musica negli anni '80.
E beh.
Avete anche ragione.
Se non mi lucertolizzo del tutto torno a raccontarvi qualcos'altro.

(grazie a Massimo e Anija)
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Nasi

mercoledì, 06 settembre 2006 23:18 in una coinquilina pelosa

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S'è sparsa la voce

domenica, 06 agosto 2006 20:39 in chiacchiere
Ma come, dico io, come fanno a saperlo pure loro?

Your Job Dissatisfaction Level is 66%
Your job is a total bummer, and probably the worst job you've ever had.
Your co-workers stink. Your boss is a jerk. And your company is probably in trouble.
Think about finding a new job quickly, even if it's just a not-so-great transition job.
You've got to get out of there as quickly as you can!

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Baricco, scansati

sabato, 05 agosto 2006 22:44 in chiacchiere
Va bene, Baricco non mi sta simpatico.
I suoi libri non mi piacciono.
(ne ho letto uno solo, va bene, sono prevenuta: e allora?)
In L'Amore è un Dardo, invece, mi piaceva. Vi ricordate, quella trasmissione sull'opera-per-chi-la-odia, che andava in diciottesima serata su RaiTre qualche millennio fa (io avevo ancora la tv, pensate. E persino un marito. Roba mesozoica insomma).

Ora però, e me ne compiaccio assà, ho trovato qualcuno MOLTO più bravo di lui.
Leggete un po' qui.



(e spero che questa lecc-ehm, apprezzamento sincero convinca la Geniale Autrice a raccontare anche la mia preferita )
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Son cose belle

venerdì, 04 agosto 2006 21:14 in chiacchiere
Non avevo mai sentito parlare della suoneria vietata ai matusa.
Stasera, cazzeggiando tra un blog e l'altro e i loro commenti, ho imparato tutta la storia.
Ho pure trovato il link per ascoltarla.

Be', direte voi, e da quando tutta questa attenzione per quello che succede in rete?

Be', da quando la vostra milo, che come ho già lamentato più volte si trova all'odiata soglia dei quarant'anni, da quando lei, questa dannata suoneria che sopra i trenta risulta in genere silenziosa, be', lei la sente.

Ve state a rosica'?
Bravi.




Aggiornamento

Sto sibilo sirbissico pare che lo sentano tutti, dai 7 ai 79 anni compresi, altro che matusa. Com'è che nei commenti degli altri blog ce n'erano un sacco che non sentivano nulla? Voi, lo sentite? (Voi ultratrentenni, savasandir. I cucciolotti si astengano, plis)

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Coincidenze

venerdì, 28 luglio 2006 22:52 in lasciatemi stare


Il sito dell'Unione, stasera.
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PPP (Piccoli Pensieri Preserali)

martedì, 25 luglio 2006 19:45 in lasciatemi stare
primo pensiero: mi avessero detto che un giorno mi sarei trovata d'accordo con Fini...
secondo pensiero: ma com'è che quelli di AN, che adesso fanno tanto i moralisti, ci sono andati d'amore e d'accordo per cinque anni, con quei signori che oggi cercano di escludere dall'indulto?

già che sto cercando lavoro, quasi quasi davvero lo cerco all'estero.
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Fame di giustizia

lunedì, 24 luglio 2006 20:57 in lasciatemi stare
"Bisogna innanzitutto combattere la corruzione, fenomeno ancora vivo, come prova il 42° posto che l'Italia ha ottenuto nel 2004 nella classifica di Transparency International, l'autorevole Ong indipendente che si batte contro i fenomeni di corruzione. Daremo maggiore attenzione sia ai reati connessi all'attività amministrativa, come la corruzione, sia alla criminalità economica, che falsa le condizioni di concorrenza e di mercato".
("Per il bene dell'Italia. Programma di governo 2006-2011" presentato dall'Unione e sottoscritto da tutti i segretari di partito del centrosinistra nell'aprile 2006).



Scusate se parlo di nuovo di politica.
Ma mi sento un po' cretina e anche un po' offesa per aver scritto quel post là.

E comincio anche a pentirmi del mio voto, dato alla Rosa nel pugno, dopo aver letto che il relatore della proposta di legge sull'indulto è radicale, e anche Capezzone fa dei distinguo che proprio non capisco.
Insomma, anche loro, i duri e puri, ci sono (ri)caduti. E stanno facendo la loro parte, bella grossa, in uno dei più vergognosi inciuci che io ricordi.

C'ho la nausea .

Il post si sbrodolava qui per un'altra mezza pagina, ma ho preferito tagliare.
Se volete disgustarvi per bene anche voi, vi consiglio la lettura dell'intervento di Scalfari o del copiaincolla di Travaglio, entrambi stamattina su Repubblica. C'è poi un post di Di Pietro in persona sul suo blog, e una sua lettera su quello di Beppe Grillo. Leggetevi qualche commento, c'è roba interessante.

C'è un'idea in particolare che mi piace, fra quei commenti: una protesta plateale di Di Pietro attraverso uno sciopero della fame (e della sete, aggiungo io, tanto per accorciare i tempi). Fame di giustizia, sete di legalità, toh, c'abbiamo anche l'headline, che vogliamo di più?

Magari, chissà, un gesto così eclatante (nel suo meraviglioso silenzio) darebbe anche una sveglia a tanta gente, e ricomincerebbero le mobilitazioni, e chissà che tutti insieme...
(Moretti, mi senti?)
 
Nel frattempo, vi propongo di mandare un po' di mail in giro. Non serviranno a niente, ma a me almeno hanno alleviato di qualche grammo e per qualche secondo la sensazione di impotenza che mi sta schiacciando.
Cazzo, quella gente lì sta facendo tutto questo anche col mio voto.

trasparenzanormativa@governo.it
politica@liberazione.it
m.marcelli@dsonline.it
info@verdi.it
prodi_r@camera.it
dalema_m@camera.it
mastella_m@posta.senato.it
rutelli_f@camera.it
p.fassino@dsonline.it
pannella@radicali.it
m.dalema@massimodalema.it
ufficio.stampa@giustizia.it 

Scrivete, scrivete, scrivete.
E se qualcuno sa di una mobilitazione in atto, un posto dove andare a protestare in modo più concreto che con una semplice mail, mi avvisi.

(io nel frattempo vado a spaccare la piastrella.)

Un ultimo pensiero: ma Napolitano che fa? Scusate la mia insipienza costituzionale, ma non è in suo potere bloccare la legge e rispedirla al mittente?
Napolitano, di' qualcosa di sinistra.
Napolitano, di' qualcosa.


Aggiornamento
Le mail mandate all'indirizzo di Mastella tornavano indietro, perché l'indirizzo era sbagliato.
Ora è giusto (il clemente è un senatore, neh).
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Notturni italiani

sabato, 22 luglio 2006 14:55 in lasciatemi stare
Va bene, è colpa mia: abito al primo piano in corrispondenza di un semaforo.
Un semaforo importante, che resta acceso tutta la notte.
E' colpa mia.
E' colpa mia anche se di notte ho caldo e non posso tenere le finestre chiuse.
E infine, è colpa mia se resto sveglia fino a tardi a leggere a letto, nell'attesa che arrivi il sonno.
Detto questo, mi scuso con gli automobilisti cafoni che tengono l'autoradio a palla anche alle due, alle tre del mattino, e si fermano al mio semaforo quando è rosso con tutti i finestrini aperti.
Mi scuso con tutti loro.
Ma la loro arroganza mi mette addosso una rabbia tale che prima o poi aprirò le persiane e li manderò nell'unico posto dove si meritano di andare e rimanere.
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Segni

venerdì, 07 luglio 2006 13:32 in chiacchiere
Camminando verso la macchina, noto su un balcone del primo piano un micione intento a lavarsi con felina precisione.
Ora, io non riesco a passare vicino a un gatto senza cercare di richiamare la sua attenzione: quindi lo chiamo.
Quello, sempre molto felinamente, mi ignora. Io insisto.

Maaaaao.

Finalmente! Solo che non è lui a rispondermi... è un altro gatto, sbucato da chissà dove, che mi sta facendo inciampare arrotolandosi intorno alle mie caviglie.
Un bel micio di velluto grigio con gli occhi gialli che si struscia facendo le fusa.
Mentre lo accarezzo, penso che forse c'è una lezione da imparare, un segno da interpretare, in tutto questo...
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